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Hotel Ossidiana

Emozioni infinite....

Escursioni a Stromboli

Passeggiata all’Osservatorio
Un’ affascinante escursione a piedi per avvicinarsi al cratere seguendo una mulattiera che parte da Piscità e che s’inoltra fino al semaforo di Punta Labronzo dove si trova l’Osservatorio Civile.
Punta Labronzo è il punto d’osservazione più facilmente accessibile per osservare la Sciara del Fuoco, il ripido e desolato declivio su cui le rocce incandescenti lanciate dal cratere rotolano in mare in un turbino di polvere nera e impalpabile, sempre scompigliata dal vento. Occorre preventivare almeno due ore e mezzo di cammino dal paese, fra andata e ritorno.
Si può proseguire fino al Belvedere a quota 290 metri, mentre per continuare oltre verso la cima del vulcano è obbligatorio essere accompagnati da una guida.

 

La scalata al cratere
È possibile, con una guida, raggiungere in tre ore la sommità del vulcano (Vancori, 924 mt) e da lì, in tutta sicurezza, assistere all’unico ed emozionante spettacolo delle esplosioni. Ascesa al cratere: La visione delle eruzioni è particolarmente suggestiva con il buio: consigliamo quindi la salita nel tardo pomeriggio ed il rientro di notte . L'escursione alla cima del vulcano richiede circa 4 ore (andata e ritorno) di cammino in certe zone abbastanza faticoso, è consigliato quindi a buoni camminatori.
Per effettuare l’escursione al cratere è  obbligatorio prenotare una guida autorizzata. Per la salita si consiglia la normale attrezzatura da escursionista; gli scarponcini da trekking sono da preferire alle scarpe da ginnastica. E’ possibile anche  noleggiare tutto il necessario.
E' inoltre necessario portare con sè 3  torce, un paio di pantaloni lunghi, una bottiglia d'acqua, cibo energetico ed una maglietta di ricambio.
Da non dimenticare una giacca a vento leggera o un pile per la permanenza in cima dove la temperatura può abbassarsi.
L'escursione al cratere di Stromboli è un'esperienza unica ed affascinante che consente di ammirare un incomparabile spettacolo naturale. Attraverso un percorso di rara bellezza, con scorci paesaggistici indimenticabili, si giunge al cospetto di uno tra i pochi vulcani attivi al mondo. L'attività esplosiva persistente è direttamente osservabile da poche centinaia di metri di distanza: un susseguirsi di esplosioni fragorose che proiettano in aria lapilli incandescenti costituendo uno spettacolo che fa dimenticare la fatica del cammino appena concluso.

Il sentiero naturalistico
Il sentiero, progettato per comode passeggiate da svolgersi senza l’accompagnamento delle guide, collega S. Vincenzo a Punta Labronzo attraversando zone vergini della montagna. E’ possibile in questo modo fare un percorso ad anello, con ritorno dalla strada di pietra che collega il Semaforo Labronzo alla frazione di Piscità.
Il sentiero ha un’ ampiezza media di un metro e mezzo, sviluppandosi nella parte centrale prevalentemente in piano, in una fascia di quote tra 200 e 250m, su fondo sabbioso e roccioso con limitati tratti in pendenza.
Per rendere più gradevole la percorrenza e godere in modo confortevole gli scorci panoramici e le zone ombreggiate, il sentiero è attrezzato con panchine e tavoli di legno per la sosta.
L’ inizio del sentiero a quota 100m si raggiunge dalla piazza di S. Vincenzo percorrendo la strada che costeggia la chiesa.
Durata : 2 ore


Escursione notturna alla Sciara del fuoco (in barca)
Se il mare è tranquillo, è suggestiva la gita in barca per vedere lo Stromboli dal mare. e ammirare la spettacolare Sciara del Fuoco.
Si parte al crepuscolo dal molo di Scari, si getta l’ancora di fronte alla Sciara del Fuoco e, mantenendosi a una distanza di sicurezza di almeno 400 metri, si assiste  alle le eruzioni vulcaniche che con una regolarità incredibile
stagliano i lapilli rosso fuoco contro il nero del cielo  dando vita a magnifici fuochi d’ artificio naturali .
Si parte la sera dal molo di  Scari (durata circa1h30).

Giro dell’Isola in barca.
E' forse il modo migliore per apprezzare tutti i forse il modo migliore per apprezzare tutti i differenti aspetti di quest'isola.Si parte da Scari al mattino (durata circa 3 ore).
Con una barchetta a nolo (se amate il "fai da te") o con la gita organizzata (se preferite affidarvi agli esperti marinai dell’isola), potrete affrontare il giro dell’isola. Da non perdere, durante il periplo, la visita al piccolo paesino di Ginostra e il bagno a Strombolicchio, dove il blu del mare assume infinite sfumature.
Ma chi vuole assaporare il fascino di Stromboli, deve al calar della sera perdersi tra i suoi tanti viottoli, rischiarati solo dal bagliore della luna  e lasciarsi avvolgere dagli aromi dell’isola.
Ricordiamo che le stradine dell'isola sono prive dell'illuminazione elettrica, pertanto conservano tutto il sapore della storia Eoliana.

 

L’Isola di Strombolicchio
È un isolotto  in mezzo al mare, simile a un castello  medievale, che spunta un chilometro e mezzo a nord di Stromboli dove  nel 1926 vi fu installato un faro per la navigazione.
Un’antica leggenda, tramandata oralmente fino ai nostri giorni, vuole che lo Strombolicchio non sia altro che il tappo del vulcano Stromboli lanciato in mezzo al mare da una violenta eruzione. In realtà si tratta di un neck, ossia della porzione interna solidificata di un’antica struttura vulcanica poi lentamente smantellata dall’azione delle onde e del vento. Questo antico vulcano, che viene datato tra i 360 mila e i 200 mila anni fa, costituisce probabilmente la prima fase nell’evoluzione geologica dell’intero complesso vulcanico di Stromboli. Oggi Strombolicchio è sede di un grande faro marino, alimentato a energia solare.
Una ripida scala di oltre 200 scalini, in parte ricavata nella roccia, consente l’accesso alla spianata sommitale da dove si ammira il suggestivo panorama su Stromboli e sulle altre isole. Anche i fondali sono di grande interesse. Un’immersione lungo le pareti verticali e profondissime dello scoglio è indimenticabile per la varietà delle forme vegetali che si possono ammirare, dalle gorgonie rosse alle rarissime attinie equine. Le acque antistanti Strombolicchio pullulano di pesci: cernie brune e dorate, barracuda e aragoste, che a giugno salgono in superficie per cambiare il carapace.
Strombolicchio, è  il paradiso incontaminato dei subacquei e dei velisti.
Un’attenzione particolare merita la lucertola delle Eolie la podarcis raffonei che  è presente sull’ isolotto di Strombolicchio, e che rappresenta per le Eolie un elemento di notevole importanza dal punto di vista faunistico, poiché costituisce l’unico endemismo microinsulare esclusivamente italiano. 

Ginostra
Sulla costa meridionale dell’isola, ancora raggiungibile solo via mare, c’ è il piccolo villaggio di Ginostra, luogo straordinariamente arcaico. Con meno di trenta residenti, il villaggio è composto da a un piccolo nucleo di case disposte all’interno di un anfiteatro naturale sospeso a un centinaio di metri sul mare.
Vivere qui, fino a pochi anni fa era proibitivo: la luce elettrica è arrivata solo nel 2004 e sempre nello stesso anno è stato costruito l’attracco per nave e aliscafì. Prima, lo sbarco di merci e passeggeri avveniva ricorrendo al rollo, un traghetto a remi che faceva la spola dalle navi alla banchina, aspettando l’onda giusta per infilare il pertuso (il buco), il porto più piccolo del mondo, con un’imboccatura di un paio di metri.
Il paesino è tutto in salita e i viottoli angusti sono interrotti da scalinate di pietra lavica che s’infilano fra capperi, uliveti e case sparse e non consentono altro mezzo di trasporto che quello degli asini. Non c’è sabbia a Ginostra ma solo roccia, e per il bagno si va sulla piattaforma sotto la chiesa, sulla scogliera o alle Secche di Lazzaro.

I luoghi del cinema
"Stromboli terra di Dio" di Roberto Rossellini, girato nel 1949 alle pendici del vulcano omonimo, è uno dei grandi capolavori del neorealismo italiano. Non solo la pellicola rese famosa l’isola, ma scatenò anche il più grande scandalo sentimental-cinematografico di tutti i tempi, che riempì per mesi le pagine dei giornali. Su Roberto Rossellini e Anna Magnani, fino ad allora coppia-simbolo del cinema italiano, si abbatté come un ciclone il fascino scandinavo di Ingrid Bergman. Quando la vide, Rossellini la volle come protagonista del film. Durante le riprese si consolidò la loro storia d’amore che suscitò nella Magnani un forte desiderio di rivincita. Così, mentre Rossellini e la Bergman giravano a Stromboli, la Magnani si installò alle Eolie con il regista William Dieterle, il principe Francesco Alliata e i responsabili della Panaria Film, e realizzò il film "Vulcano" (1949).
L’intera vicenda è narrata in un divertente pamphlet intitolato La guerra dei vulcani, di Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice.


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